Carta dei principi di una mobilitazione per il reddito garantito
La mobilitazione per un reddito garantito che risponda ai principi qui sotto formulati si coniuga pertanto ad altre richieste oggi in campo per contrastare questa deriva quali l’introduzione di un salario minimo legale (che rispetti i parametri internazionali) e forme di riduzione oraria del tempo di lavoro (a salario immutato), sino a proposte di tutela del lavoro autonomo economicamente dipendente etc.
A chi
I destinatari del diritto ad un reddito garantito sono coloro che vivono con un reddito inferiore alla soglia della povertà relativa senza distinzione di sesso, razza, religione, orientamento sessuale, età. Accedono al beneficio tutte le persone residenti sul territorio italiano (anche virtuale o cd “fittizia” come nel caso dei senza dimora) nel momento della richiesta al beneficio. Il diritto al reddito garantito va considerato come diritto individuale «affinché sia in grado di sottrarre ogni bambino, adulto e anziano alla povertà e garantire loro il diritto a una vita dignitosa”. Il diritto al reddito deve garantire dunque la piena realizzazione di uno ius existentiae in grado di garantire l’autonomia, la dignità e la libertà di scelta della persona permettendo a tutti i cittadini di partecipare pienamente alla vita sociale e di soddisfare i propri bisogni.
Quanto
L’importo deve essere tale da garantire la dignità della persona (l’equa partecipazione di tutti i cittadini alla vita culturale, politica e sociale nel quale si risiede stabilmente), e l’autodeterminazione delle proprie scelte di vita. Deve corrispondere al “60% del reddito disponibile mediano nazionale equivalente dopo i trasferimenti sociali, come già indicato nei documenti europei.
Per quanto tempo e come
Il reddito garantito è una erogazione mensile in denaro e non vi è l’obbligo di spesa dell’intero importo entro una scadenza predefinita e deve essere scevro da vincoli di destinazione della spesa. Il diritto al reddito deve essere finalizzato a rafforzare una maggiore autonomia finanziaria, permettendo alle persone di gestire i propri soldi e di prendere decisioni economiche in modo indipendente. L’erogazione del beneficio deve essere garantito fino al miglioramento della propria condizione economica. Inoltre, seguendo il dibattito e le esperienze internazionali, riteniamo importante avviare forme di sperimentazione e/o progetti pilota, anche su base locale e regionale, di un reddito più inclusivo, universalistico e meno vincolante così da poter studiare gli effetti, le ricadute ed i benefici di nuove misure che possano innovare un nuovo welfare più aderente alle trasformazioni contemporanee.
Accessibilità
L’accessibilità alla misura deve essere semplice e comprensibile. Laddove esistono delle persistenti difficoltà burocratiche queste possono essere motivo per cui le persone «pensano di non avere diritto al reddito e dunque di non poter essere ammissibili». Evitare dunque che la definizione dei parametri di accesso non siano vessatori o discriminatori, o che l’organizzazione tecnica e amministrativa per accedere al diritto al reddito garantito diventi una sorta di lotteria, di giungla burocratica che stigmatizza socialmente e individualmente i beneficiari. L’accesso al diritto al reddito deve essere garantito «attraverso una maggiore trasparenza, informazioni e strutture di consulenza più efficaci, la semplificazione delle procedure e l’attuazione di misure e politiche per combattere la stigmatizzazione e la discriminazione associate ai beneficiari del reddito».
Inserimento sociale e lavorativo
Il diritto ad un reddito garantito è una misura destinata a sostenere i bisogni primari della persona ed «il coinvolgimento attivo non deve sostituirsi all’inclusione sociale e chiunque deve poter disporre di un Reddito Minimo, e di servizi sociali di qualità a prescindere dalla propria partecipazione al mercato del lavoro». Il rifiuto dell’offerta di lavoro non può essere sanzionata con la perdita dell’intero diritto al reddito che calpesterebbe la dignità essenziale del soggetto. Il beneficio del reddito garantito è uno strumento di libertà ed emancipazione e rafforza il contrasto alla violenza di genere; è uno strumento contro il fenomeno dei “working poor”; rappresenta per una parte dei beneficiari uno strumento di reinserimento sociale da situazioni di emarginazione, solitudine o esclusione, per altri la possibilità di realizzare i propri percorsi di vita in maniera autonoma, fuori da condizionamenti derivanti dalla provenienza familiare o dalle sfavorevoli condizioni del mercato del lavoro; per altri, è un’occasione di inserimento o reinserimento lavorativo attraverso politiche attive efficaci e non coercitive.
Sostegno per l'istruzione pubblica
Il diritto al reddito garantito può essere utilizzato per sostenere l’educazione e la formazione, permettendo ai cittadini di sviluppare le proprie competenze e migliorare la propria condizione formativa. Può essere un incentivo contro la dispersione scolastica, per la ripresa degli studi, anche in età adulta, da parte di coloro che hanno smesso il percorso scolastico o formativo, garantisce l’accesso al mondo dell’istruzione media e universitaria. Il diritto ad un reddito garantito permette di affrontare le spese scolastiche senza dover gravare sull’economia individuale e\o familiare. Garantire un diritto al reddito contribuisce alla riduzione delle disuguaglianze tra studenti di famiglie a basso reddito e studenti di famiglie a reddito alto alleggerendo il carico finanziario delle famiglie che possono avere difficoltà a sostenere i costi dell’istruzione. Un diritto al reddito può sostenere l’innovazione, permettendo di dedicare tempo e risorse alla ricerca e allo sviluppo di nuove idee. In questa ottica il diritto al reddito garantito è un sostegno al diritto all’istruzione.
Reddito indiretto e servizi di qualità
«Chiunque non disponga di risorse sufficienti ha diritto a un adeguato reddito minimo che garantisca una vita dignitosa in tutte le fasi della vita e l’accesso a beni e servizi pubblici di qualità». Oltre all’erogazione monetaria, dunque, il beneficiario deve essere eventualmente sostenuto nelle spese per l’affitto (in base alla dimensione del nucleo familiare o sulla base del numero delle persone coabitanti e incrementato progressivamente al crescere del numero dei componenti.); attraverso forme di tariffazione agevolata (luce, gas, acqua ecc.); dei trasporti pubblici; ed anche per le spese impreviste ed eccezionali che è impossibilitato ad affrontare. Al beneficiario deve essere garantito anche l’emergente diritto fondamentale dell’accesso gratuito ad Internet. Questo significa «riconoscere il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per condurre una vita che è compatibile con la dignità umana come parte di un dispositivo globale e coerente di lotta contro l’esclusione sociale».
